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Copertina di Karpathos: la voce del suo vento: Karpathos
Diario di viaggio

Karpathos: la voce del suo vento

Otto giorni fra Pigadia, Olympos e Saria

Karpathos
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E

Un racconto diElettra

Prima di partire

A Menetes volevamo aspettare il tramonto. Il vento, però, soffiava così forte che restare fermi a guardare il sole diventava già un’impresa. È il ricordo che mi viene in mente per primo quando penso a Karpathos: il fischio del vento notturno che muoveva gli scuri delle nostre finestre. Per fortuna, dopo 3 giorni si é calmato. Siamo arrivati a Pigadia e nei giorni successivi abbiamo girato l’isola, dalla costa orientale a Olympos e Diafani, fino ad imbarcarci per Saria. A Damatria il vento ci ha cambiato i piani, a Votsalakia abbiamo messo la maschera e siamo entrati in acqua, ad Agios Nikolaos abbiamo provato a stare in piedi su una tavola da surf. Non voglio mettere in fila tutte le spiagge come in una guida. Alcune le ricordo per il bagno, altre per il vento, per la strada per arrivarci o per qualcosa che è successo dopo. È così che mi è rimasta Karpathos: meno docile delle fotografie, e per questo più interessante da raccontare.

Il racconto

Una storia in movimento

Luoghi, impressioni e fotografie nell’ordine in cui sono accaduti.

Giorno 01

Arriviamo a Karpathos e facciamo un giro serale a Pigadia. Ceniamo sul vivace porto da Orea Karpathos, poi raggiungiamo Villa Afrodite, la nostra base immersa nel silenzio dell´isola.

Giorno 02

La costa orientale ci regala il primo giorno di mare. Ad Apella vediamo un pesce scorpione: elegante, ma da tenere a distanza. Più tardi arriviamo a Kyra Panagia e alla sua caratteristica chiesetta dal tetto rosso.

Ad Apella, con gli occhi anche sott’acqua. Ad Apella i ciottoli chiari e il verde della sua pineta arrivano fino a un’acqua cosí cristallina da volesi fondere con il colore del cielo. Facendo snorkeling vediamo un pesce scorpione, triste testimonianza di come questa specie stia colonizzando rapidamente il Mar Mediterraneo.

Il tetto rosso di Kyra Panagia. A Kyra Panagia riconosco subito la piccola chiesa ortodossa dalla cupola rossa che domina la splendida baia.

Giorno 03

A Damatria il vento si prende quasi tutta la scena. Ci spostiamo quindi verso Votsalakia per fare snorkeling, poi passiamo da Amoopi. A Menetes il tramonto è una prova di resistenza alle raffiche; da Elias Kafeneon la cena ci rimette di buonumore.

Damatria non sta ferma. A Damatria la sabbia è chiara e l’acqua invita a fermarsi, ma il vento ha altri programmi. Non è la mattina immobile che si immagina guardando una foto della spiaggia. Ci restiamo quanto basta per capire che oggi conviene cercare una baia più riparata.

Maschera e boccaglio a Votsalakia. A Votsalakia l’acqua è più tranquilla e finalmente mettiamo la maschera. Vicino alla baia c’è un arco naturale scavato nella scogliera, ricco di fauna marina.

Fra Little e Mega Amoopi. Ci trasferiamo nelle spiagge di Amoopi, Little la piú raccolta e Mega la più ampia. Una accanto all’altra mi fanno capire quanto poco basti a quest´isola cambiare il carattere ad ogni tratto di costa.

Il tramonto che il vento non ci fa aspettare. Saliamo a Menetes aspettando il tramonto. In cima le raffiche sono così forti che restare fermi diventa difficile, figurarsi osservare il sole. Il panorama vale la strada, ma il momento che avevamo programmato non funziona come pensavamo. Ci viene da ridere e, dopo un po’, da cercare riparo.

Da Elias Kafeneon. Chiudiamo la giornata da Elias Kafeneon, fra piatti tradizionali e un’atmosfera familiare. Qui si mangia a casa di un paesano che ci mostra dalle sue pentole le pietanze che ha cucinato per quel giorno. Non c´é quindi un menú fisso. Infine, scopriamo che il conto è di 9,27 Euro a testa e torniamo a casa con un bel sorriso.

Giorno 04

Lasciamo le spiagge e saliamo verso il nord. Olympos è fatta di case, vicoli, taverne e tradizioni che continuano a essere parte della vita del paese, anche mentre passano i visitatori. Pranziamo alla Milos Taverna e poi scendiamo a Diafani, dove ritroviamo il mare in un porto molto più piccolo di Pigadia.

Olympos oltre la cartolina. Olympos appare aggrappata alla montagna e, arrivati nei vicoli, mi immergo nella sua atmosfera. Tra negozi di souvenir e donne in abiti tradizionali sembra di essere in un museo a cielo aperto. Mi piace camminare perdendomi tra i dettagli colorati le sue case, scoprirne il centro principale e le vie piú isolate.

Pranzo alla Milos Taverna. Ci fermiamo alla Milos Taverna con una vista sui tetti e la vallata.

Scendere fino a Diafani. Dopo Olympos raggiungiamo Diafani per un ultimo bagno alla spiaggia del piccolo porto.

Giorno 05

Partiamo da Pigadia per l´isola disabitata di Saria. Il capitano ci ha rassicurato che il mare sarebbe stato piatto, ma il vento soffia senza tregua. Poi si aprono le baie ancora incontaminate di Palatia e Alimounda.

Palatia, arrivando dall’acqua. A Palatia scendiamo dalla barca senza strade da seguire né programmi. Ci si avvicina un asino curioso all´ insistente ricerca di cibo. Ci incamminiamo alle spalle della baia per scoprire dei giacigli isolati.

Un altro bagno ad Alimounda. Ad Alimounda torniamo in mare. Durante la giornata vediamo anche un polpo e una stella marina, incontri che ci fanno restare con gli occhi nell’acqua più che sul panorama.

Giorno 06

Ad Agios Nikolaos proviamo una lezione di surf:bellissima la sensazione di quando ci si riesce ad alzare sulla tavola. Pranziamo a Finiki e finiamo la giornata sulla costa occidentale, a Lefkos, aspettando che il sole si tuffi in mare.

Provare il surf ad Agios Nikolaos. Ad Agios Nikolaos indossiamo la muta, prendiamo la tavola e proviamo a seguire le istruzioni. Da fuori il movimento sembra semplice; in acqua bisogna fare i conti con le onde e con l’equilibrio. I tentativi non sono eleganti, ma mi diverto a vivere il mare in un modo diverso dalle nuotate dei giorni precedenti.

Un pranzo di pesce a Finiki. Dopo il surf ci fermiamo a Finiki per mangiare pesce con una tranquilla vista sul porticciolo.

Aspettare il sole a Lefkos. A Lefkos ci fermiamo a guardare il cielo infuocato dal tramonto.

Giorno 07

Dedichiamo il penultimo giorno a due spiagge. A Diakoftis l’acqua è trasparente e il paesaggio molto aperto; a Michaliou Kipos mi fermo ad osservare la scogliera, dove le conchiglie sono incastonate nella roccia.

Diakoftis. A Diakoftis il mare è così limpido che dalla riva si scorge il fondale. Restiamo qui a rilassarci per il tutto il tempo che ci va.

Michaliou Kipos. A Michaliou Kipos sono le rocce ad attirare la nostra attenzione. Nella scogliera vediamo forme e frammenti di conchiglie incastonati: mi avvicino per capire dove finisce la pietra e dove comincia ciò che il mare vi ha lasciato.

Giorno 08

Prima di partire torniamo alla spiaggia di Damatria. All’alba l’acqua è calma, silenziosa e molto diversa da come l’avevamo trovata alcuni giorni prima. Facciamo l’ultima nuotata e chiudiamo questo capitolo.

La rotta

Tutto il viaggio, in uno sguardo

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