Riconsegniamo l’auto a Christchurch e iniziamo il lungo rientro via Singapore. Il caldo dello scalo ci investe appena scendiamo dall’aereo. Ripensando alle settimane passate, mi restano gli uccelli, i paesaggi e le persone loquaci incontrate lungo la strada, ma anche la sensazione di aver visto la cultura māori soprattutto nei musei e nelle visite organizzate.
Facciamo i bagagli e riconsegniamo la macchina. All’inizio guidare dall’altra parte della strada mi sembrava una difficoltà enorme; adesso i gesti sono diventati quasi automatici, e lasciarli è il segno più concreto che il viaggio è finito. Partiamo da Christchurch con parecchi chilometri e più di un cambio di programma alle spalle.
A Singapore usciamo dall’aereo e il caldo umido ci arriva addosso dopo l’aria fresca lasciata in Nuova Zelanda. Durante lo scalo ci fermiamo al giardino e alla cascata al coperto del Jewel Changi. È un posto enorme e pieno di movimento, ma noi siamo già in quella strana modalità da ritorno: ancora in viaggio, con la testa che comincia ad andare a casa.
Ci aspetta la tratta per Milano, con arrivo previsto la mattina del 10 maggio. Non ho una sola immagine con cui chiudere Aotearoa. Mi tornano in mente il fantail nella foresta, la pioggia di Kaikōura, la neve a Tekapo e il soffio dei capodogli quando finalmente siamo usciti in mare. Sono contenta di aver visto tutto questo, anche le parti che non avevamo previsto.
