Risaliamo la West Coast. A Hokitika Gorge il fiume è di un azzurro quasi incredibile; in paese ci fermiamo per pranzo e guardiamo il pounamu. Arriviamo a Punakaiki verso il tramonto, tra rocce stratificate, mare che entra nelle cavità e un weka per nulla intimorito dai visitatori.
Dalla passerella di Hokitika Gorge guardiamo il fiume sotto di noi. Ha un azzurro intenso che sembra ritoccato, ma è lì, in mezzo alla foresta. Ci fermiamo a lungo a seguire l’acqua fra le pareti della gola. Mi piace quando una tappa segnata sulla mappa riesce comunque a sorprendermi dal vivo.
A Hokitika ci fermiamo per pranzo e curiosiamo fra negozi e laboratori che lavorano il pounamu, la giada legata alla cultura māori. Mi interessa vedere come viene presentato e lavorato, anche se una vetrina non basta certo a raccontarne tutto il significato. È una pausa utile prima di riprendere la strada verso Punakaiki.
Arriviamo alle Pancake Rocks quando la luce comincia a calare. Gli strati di roccia sembrano davvero impilati uno sopra l’altro; sotto, il mare entra nelle cavità e colpisce le pareti con forza. Il nome è buffo, ma il posto non ha niente di leggero quando l’acqua si fa sentire.
Vicino al sentiero incontriamo un weka. Non vola e si muove con una sicurezza che mi fa pensare sia abituato a incrociare persone. Lo osserviamo senza avvicinarci troppo. In Nuova Zelanda ormai ho imparato a tenere un occhio anche a terra: non tutti gli uccelli che voglio vedere stanno sugli alberi.
