La camminata sul Tongariro è una delle giornate più impegnative. Il terreno diventa spoglio, la terra cambia colore e arriviamo al Red Crater. Più tardi ci fermiamo a Tawhai Falls e passiamo da Whakapapa: dopo il paesaggio vulcanico, gli impianti sciistici sembrano quasi familiari.
Facciamo una parte del Tongariro Alpine Crossing, salendo verso il Red Crater. Il paesaggio si svuota poco a poco di vegetazione e capisco perché sia stato usato per immaginare Mordor. Ma mentre cammino penso meno al cinema che al terreno sotto le scarpe e alla distanza da fare. È bello, faticoso e non ha bisogno di sembrare facile.
Al Red Crater i colori diventano più netti: rosso, nero, marrone, e vallate quasi nude tutt’intorno. Ci fermiamo a guardarli, anche per riprendere fiato. Nelle foto un posto così sembra solo spettacolare; dal vivo ci arriviamo dopo aver camminato, e la fatica fa parte del ricordo quanto il panorama.
Più tardi raggiungiamo Tawhai Falls, conosciuta anche come Gollum’s Pool. Dopo il terreno aperto del Tongariro, la vegetazione e lo spazio raccolto della cascata mi sembrano quasi un sollievo. In una sola giornata siamo passati da un paesaggio di lava a questo angolo verde; continuo a stupirmi di quanto in fretta cambi tutto.
Passiamo anche dalla zona sciistica di Whakapapa. Cabinovia e resort hanno un’aria sorprendentemente familiare, quasi europea, dopo le ore passate sul vulcano. Mi fa sorridere che la giornata si chiuda davanti a impianti di risalita: è la stessa montagna, ma vista da un lato molto diverso.
