Dal lago Ashi compare finalmente la cima innevata del Fuji.
Facciamo una breve crociera e saliamo con la funivia verso Ōwakudani, dove assaggiamo un uovo nero. Poi torniamo a Tokyo: Palazzo Imperiale, Odaiba e teamLab nello stesso giorno. Ancora una volta riempiamo ogni ora disponibile.
Dopo la nebbia di ieri, dal lago Ashi vediamo finalmente la cima innevata del Fuji.
Non è la vista completa che avevamo immaginato, e forse proprio per questo mi emoziona: abbiamo passato un giorno a cercarla senza riuscirci, e adesso appare per un momento.
Facciamo una breve crociera sul lago.
Le montagne circondano l’acqua e continuo a cercare con gli occhi il punto da cui era spuntato il Fuji. Non è una navigazione lunga, ma ci concede di vedere Hakone senza correre lungo un sentiero.
La funivia ci porta sopra l’area vulcanica di Ōwakudani.
Dal terreno sale vapore e il paesaggio cambia ancora.
Assaggiamo il famoso uovo nero: una di quelle curiosità che sembrano inventate per i turisti e che, naturalmente, mi viene voglia di provare lo stesso.
Rientriamo a Tokyo e passiamo dal Palazzo Imperiale.
Dopo il bosco bagnato di Hakone e la funivia, il centro della capitale mi sembra quasi un altro viaggio. Non ci fermiamo a lungo: oggi abbiamo deciso di infilare ancora molte cose nel pomeriggio.
A Odaiba la città si apre verso l’acqua.
Vediamo il Rainbow Bridge e una Statua della Libertà che mi fa sorridere per quanto sia inattesa qui. La luce cambia mentre arrivano le ore della sera, e per un po’ guardiamo Tokyo da fuori invece di restare dentro le sue strade.
A teamLab non guardiamo opere appese a una parete: ci muoviamo fra luci, riflessi e spazi che cambiano mentre li attraversiamo. Dopo templi, giardini e paesaggi naturali, questa serata è un salto brusco ma divertente. Mi piace che il viaggio non abbia cercato di essere coerente a tutti i costi.
