Pioggia e nebbia cancellano la vista sul Fuji che speravamo di avere.
Camminiamo fino al santuario di Hakone, ci ripariamo a pranzo in un ristorante taiwanese e un pasticcere ci aiuta in una giornata complicata. Il ryokan della sera ci fa pensare a Shining: non era nel programma, ma ce lo ricorderemo.
A Hakone piove e del Fuji non si vede niente.
Andiamo comunque al santuario nel bosco, fra alberi bagnati e nebbia. È bello, ma non faccio finta che il meteo non mi dispiaccia: avevo sperato in un’altra giornata. Camminare qui, però, è molto meglio che aspettare in camera che smetta.
Ci fermiamo in un ristorante taiwanese, una scelta poco prevedibile per il nostro programma giapponese.
Con la pioggia fuori, sedersi a tavola è già un sollievo. Mi piace che il viaggio continui a scegliere i pasti per noi invece di seguire un elenco di cose “tipiche” da provare.
Durante una giornata in cui le cose non filano lisce, il proprietario di una pasticceria ci dà una mano con molta gentilezza.
Non ho bisogno di trasformarlo nel simbolo di un intero Paese.
Mi basta ricordare che una persona si è fermata ad aiutarci proprio quando ne avevamo bisogno.
Il ryokan della sera ha corridoi silenziosi e un arredamento che ci fa pensare all’hotel di Shining.
Forse è soltanto la stanchezza, forse la pioggia ha fatto la sua parte; fatto sta che continuiamo a scherzarci sopra.
Dopo tanti alloggi diversi, questo riesce a essere memorabile per un motivo non previsto dalla brochure.
