Atterriamo nel nord e passiamo dal Museo di Etnologia alle strade del quartiere vecchio. Hanoi non mi lascia molto spazio per osservare da lontano: sui marciapiedi si mangia, si vende, si cucina e si parcheggiano motorini. La sera assistiamo allo spettacolo delle marionette sull’acqua.
Dopo la costa e i giorni di pioggia, prendiamo il volo per Hanoi. Mi accorgo di avere voglia di una città da esplorare a piedi, anche se so che “a piedi” in Vietnam non significa sempre trovare un marciapiede libero. Dall’aeroporto in poi ricominciamo a orientarci in un posto nuovo.
Al Museo di Etnologia ci fermiamo soprattutto davanti alle case tradizionali ricostruite.
Gli oggetti nelle sale raccontano molto, ma vedere gli spazi in cui si viveva mi aiuta di più a immaginare le comunità delle regioni montuose.
In alcune abitazioni gli animali stanno sotto e la famiglia al piano superiore: un dettaglio pratico che mi resta impresso.
Nel quartiere vecchio non so mai dove guardare prima.
Su un marciapiede c’è chi taglia verdure, poco più in là chi lava piatti, poi arrivano tavolini bassi, merci, gabbie con uccellini e motorini ovunque.
È rumoroso e a tratti faticoso da attraversare, ma è anche il posto in cui mi fermo più spesso a osservare la vita della città.
La sera andiamo a vedere le marionette sull’acqua.
Seguono draghi, fenici e la tartaruga della leggenda della spada restituita, accompagnati dalla musica.
Dopo ore passate nel rumore delle strade, mi diverte ritrovare storie tradizionali raccontate così: figure che sembrano muoversi da sole sulla superficie dell’acqua.
