La foresta di Arashiyama è piena di visitatori, ma il bambù resta bello da attraversare. Saliamo dalle scimmie di Iwatayama, vediamo il Kinkaku-ji riflettersi nell’acqua e finiamo nei giardini della Katsura Imperial Villa. A Nijō ci fermiamo solo fuori.
Ad Arashiyama i bambù salgono altissimi e si muovono nel vento.
Ci sono anche molti visitatori: non riesco certo a fingere una passeggiata solitaria nella foresta. Se smetto di cercare una foto senza persone, però, riesco a guardare meglio la luce tra i fusti.
Per raggiungere l’Iwatayama Monkey Park saliamo sulla collina.
Le scimmie sono il motivo dichiarato, ma mi piace anche vedere Kyoto dall’alto.
Le osserviamo a distanza mentre si inseguono e si contendono l’attenzione; dopo i cervi di Nara abbiamo imparato che gli animali non sono comparse in posa per noi.
Al Kinkaku-ji il padiglione dorato si riflette nello stagno esattamente come nelle fotografie.
Lo so, è una delle immagini più famose di Kyoto, e proprio per questo ero curiosa di capire se dal vivo mi avrebbe detto qualcosa.
Sì: cambia con la luce e con il punto da cui lo guardiamo, nonostante la folla.
Passiamo davanti al castello Nijō ma non entriamo.
Ne vediamo le mura e l’ingresso, abbastanza per capire che meriterebbe una visita vera, non abbastanza per raccontare di averlo conosciuto. Lo lascio fra le cose da fare se torneremo a Kyoto.
Alla Katsura Imperial Villa il percorso intorno al lago continua a offrire punti di vista diversi.
Case da tè, sentieri e alberi sembrano collocati per guidare lo sguardo, ma io mi diverto soprattutto a scoprire cosa appare dopo una curva.
Dopo tante tappe celebri, questa è la parte più tranquilla che porto via dalla giornata.
