La Golden Week ha riempito Kamakura di persone. Vediamo il Buddha dall’interno, cerchiamo un po’ di spazio sulla costa e finiamo a mangiare ramen all’anatra sotto una ferrovia che fa tremare il locale a ogni treno. Non è stata una giornata tranquilla, anche se sulla mappa lo sembrava.
A Hase-dera saliamo fra giardini e statue fino a vedere la baia.
In mezzo alla folla della Golden Week riesco comunque a trovare qualche minuto per guardare i tetti e il mare.
È una delle soste in cui vorrei avere meno fretta.
Il Buddha del Kōtoku-in è grande, questo lo sapevo già dalle immagini.
La sorpresa è poter entrare nella statua e guardare com’è costruita.
Mi piace quando un monumento smette di essere soltanto la sua facciata e mostra qualcosa del lavoro necessario per farlo esistere.
A Shichirigahama finalmente c’è mare e vento, dopo ore di templi e cortili.
Ci fermiamo sulla spiaggia e guardiamo verso il Fuji. Non è un posto dove spuntare un’altra visita: per un po’ basta stare lì, con lo spazio aperto davanti.
Al Tsurugaoka Hachimangū troviamo molti giapponesi in vacanza.
Il santuario è pieno di movimento, e vicino all’acqua incontriamo carpe pronte a contendersi qualsiasi boccone.
Mi fanno sorridere, soprattutto perché sembrano meno solenni di tutto quello che abbiamo visto attorno.
Ceniamo in un locale sotto la ferrovia. Il ramen all’anatra è buonissimo, ma il dettaglio che continua a tornarmi in mente è il treno: ogni volta che passa, il soffitto e le pareti tremano. Non so se lo avrei scelto per una cena rilassante; come ricordo di viaggio è perfetto.
