Il Museo dei residuati bellici è la visita che pesa di più in questi primi giorni.
Fuori, intanto, Saigon continua a correre e noi dobbiamo ancora imparare ad attraversarla.
Nel pomeriggio prendiamo il volo per Huế, con la testa già altrove ma le immagini del museo ancora addosso.
Entro pensando di conoscere almeno per sommi capi la storia della guerra.
Le fotografie e i documenti mi fanno capire quanto sia diverso leggere una data e guardare in faccia le persone che quella guerra l’hanno subita.
Non è un posto da “fare” in fretta prima della tappa successiva. Usciamo con poca voglia di parlare, e mi sembra giusto così.
Appena fuori torniamo alla lezione pratica di Saigon: attraversare.
I motorini riempiono ogni spazio e aspettare che la strada sia vuota non serve a niente, perché non succede.
Ci proviamo con un passo regolare, senza scatti, lasciando che ci passino intorno. Ammetto che le prime volte mi viene voglia di fermarmi a metà.
Nel corso della giornata prendiamo l’aereo per Huế. Mi colpisce quanto rapidamente si possa cambiare scenario in un viaggio così lungo: poche ore prima siamo nel traffico e nel caldo della città, poi abbiamo davanti una tappa costruita intorno alla storia degli imperatori. La giornata però non si chiude davvero quando saliamo a bordo; il museo continua a tornarmi in mente.
